COP21: al via a Parigi la conferenza mondiale sul clima

La Francia presiederà e ospiterà la COP21, la XXI Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite (UNFCCC) sui cambiamenti climatici, dal 30 novembre all’11 dicembre 2015.

Parigi 2015 COP21

» Cos’è COP21?

La conferenza è di fondamentale importanza per i risultati attesi: un nuovo accordo internazionale sui cambiamenti climatici, condiviso da tutti, più vincolante ed esteso rispetto a quello di Kyoto (mai ratificato dagli Stati Uniti) per mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia dei 2° C.

» Partecipanti

Parteciperanno 196 Paesi, 50mila persone e 25mila delegati ufficiali. La larga partecipazione ed alcuni cambi di passo sul tema da parte dei leader più importanti fa sì che si possa guardare con ottimismo all’appuntamento di Parigi. Inoltre 147 Capi di Stato hanno accettato l’invito. Questo livello di partecipazione rende la COP21 una delle maggiori conferenze diplomatiche che siano mai state organizzate al di fuori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.

» Perché?

Cambiamenti climatici

Solo una piccola quantità di gas serra è prodotto naturalmente, la maggior parte viene emesso dalle attività dell’uomo. L’uso massiccio dei combustibili fossili, come gli idrocarburi (carbone, gas, petrolio), la deforestazione, l’allevamento del bestiame e l’agricoltura praticati intensivamente, producono grandi quantità di gas serra che sono concentrate nell’atmosfera. Queste emissioni accelerano il riscaldamento globale. Secondo la ricerca del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), un aumento della temperatura di oltre 2° C potrebbe portare a gravi conseguenze, come una maggiore frequenza di eventi climatici estremi. Nel 2009, a Copenaghen, i paesi hanno affermato la loro determinazione a mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2° C cercando di riportare la soglia ai livelli dell’era pre-industriale.

Ripercorriamo brevemente la storia dei negoziati riguardanti il clima svolti finora, mettendo in evidenza gli obiettivi fissati.

cambiamenti climatici

La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) è stata adottata nel vertice di Rio de Janeiro durante il Summit sulla Terra nel 1992, e nasce con l’obiettivo di “stabilizzare le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera a un livello tale da impedire pericolose interferenze antropogeniche con il sistema climatico”. Si tratta di una convenzione universale che riconosce l’esistenza dei cambiamenti climatici di origine antropica (indotti dall’uomo) e attribuisce ai paesi industrializzati gran parte delle responsabilità e promuove l’impegno a trovare soluzioni per correre ai ripari. Il protocollo di Kyoto, adottato in occasione del Summit, è stato una pietra miliare nei negoziati internazionali sul cambiamento climatico. Per la prima volta, sono stati fissati per i paesi industrializzati gli obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di gas serra. Il protocollo, entrato in vigore nel 2005, era destinato a coprire il periodo 2008-2012.

Il Piano d’azione di Bali nel 2007 ha introdotto una visione a più lungo termine, fissando le scadenze dei negoziati per raggiungere un accordo successivo al Protocollo di Kyoto, con termine nel 2012. Ci si aspettava che questo fosse stato raggiunto entro il dicembre 2009.

Anche se a Copenhagen, in Danimarca, non c’è stata l’adozione di un nuovo accordo, con la COP15 / CMP5 si è riconosciuto l’obiettivo comune di mantenere il livello di aumento della temperatura globale al di sotto dei 2° C. Inoltre, i paesi industrializzati si sono impegnati a raccogliere 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020 per aiutare i paesi in via di sviluppo ad adattarsi alle conseguenze dei cambiamenti climatici e risarcirli dei danni provocati dagli stessi. A tal proposito a Cancún, in Messico, nel 2010 è stato istituito il Fondo verde per il clima.

cambiamenti climatici

La volontà di agire uniti si concretizza nella creazione, nel 2011, della Platform for Enhanced Action (ADP), il cui scopo è di portare tutti i paesi, sia sviluppati che in via di sviluppo, ad un tavolo di lavoro per definire “un protocollo, uno strumento giuridico avente forza legale” applicabile a tutti gli Stati partecipanti della convenzione UNFCCC. Questo accordo dovrebbe essere attuato a partire dal 2020.

Prima dell’implementazione di questo protocollo giuridico, nella Conferenza di Doha (Qatar) nel 2012 si è stabilito un secondo periodo di applicazione del Protocollo di Kyoto (2013-2020), che è stato ratificato da un certo numero di paesi industrializzati, chiudendo gli obiettivi di Bali.

Infine le conferenze sui cambiamenti climatici a Varsavia, in Polonia, nel 2013 e a Lima, in Perù, nel 2014 sono state tappe fondamentali verso la COP21 a Parigi nel 2015. Tutti i paesi partecipanti sono stati invitati a definire e presentare i loro contributi e proposte a livello nazionale, prima dello svolgimento della COP21, per raggiungere come obiettivo unico la riduzione delle emissioni di gas serra.

» COP21: gli obiettivi

Lo scopo è costituire un’Alleanza per il Clima, in grado di mantenere l’aumento della temperatura globale media al di sotto di 2° C paragonabili ai livelli pre-industriali.

I punti cruciali da raggiungere sono:

  1. la negoziazione di un accordo universale in conformità con il mandato di Durban, che stabilisce norme e meccanismi in grado di aumentare gradualmente gli obiettivi di mantenimento del surriscaldamento entro il limite di 2° C;
  2. la presentazione da parte di tutti i paesi dei propri contributi nazionali prima della conferenza COP21, dimostrando così che tutti gli Stati si stanno muovendo in avanti, nell’ambito delle loro realtà nazionali, nella stessa direzione;
  3. l’aspetto finanziario, che dovrebbe garantire il sostegno ai paesi in via di sviluppo e il finanziamento della transizione verso basse emissioni di carbonio prima e dopo il 2020;
  4. il rafforzamento degli impegni della società civile e degli attori non governativi al fine di coinvolgere tutte le parti e dare inizio ad azioni concrete prima dell’entrata in vigore del futuro accordo nel 2020.

La convenzione di Parigi dovrà essere:

  • Universale, accettato da tutti e applicabile a tutti i paesi.
  • Ambiziosa, per permettere di rimanere al di sotto della soglia dei 2° C e inviare agli operatori economici i segnali necessari per avviare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
  • Flessibile tenendo conto delle situazioni, delle specificità, delle esigenze e delle capacità di ogni paese, compresi i paesi meno sviluppati e dei piccoli stati insulari.
  • In equilibrio tra mitigazione del clima e adattamento, prevedendo adeguate risorse di attuazione per quanto riguarda il finanziamento, l’accesso alle tecnologie e le capacità di realizzazione.
  • Sostenibile e dinamica, con un obiettivo a lungo termine in linea con il limite di 2° C, per guidare e rafforzare le azioni volte a combattere il cambiamento climatico, con una revisione periodica su ciò che è stato fatto e promuovere nuovi obiettivi.

» Servizio navetta con veicoli 100% elettrici

alleanza renault nissan cop21 conferenza clima

Una curiosità. Il partner ufficiale della COP21 è l’alleanza Renault-Nissan, che fornirà per la conferenza 200 veicoli 100% elettrici che saranno utilizzati come servizio navetta per le migliaia di partecipanti attesi al summit annuale sul clima, provenienti da 196 Paesi. L’obiettivo è offrire soluzioni di mobilità innovative ed ecologiche. Le Nazioni Unite utilizzeranno per la prima volta una flotta intera di veicoli a zero emissioni per il servizio di navette a un evento COP. Inoltre nell’area di Parigi e periferia sarà creata una rete di 90 colonnine di ricarica alimentate con energie rinnovabili. Le colonnine di ricarica rapida possono assicurare la ricarica dei veicoli elettrici da 0 a 80% della loro capacità in meno di 30 minuti. Le vetture messe a disposizione per il servizio navetta sono Renault ZOE e Kangoo Z.E., Nissan LEAF e Nissan e-NV200.

 

Prossimamente vi aggiorneremo sui risultati raggiunti al termine della conferenza.

Alla prossima,

Team GAA

Redazione

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