Indice Globale di Competitività Sostenibile

Indice Globale di Competitività Sostenibile del 2016: l’Europa in testa alla classifica.

Competitività Sostenibile.

Come è ben noto, la Cina e gli Stati Uniti sono le prime due superpotenze del mondo se si fa riferimento al Prodotto Interno Lordo (PIL). Ma può soltanto questo indicatore sul “fatturato” e la ricchezza prodotta da un paese misurarne il grado di competitività, di sostenibilità e dunque di benessere? Sicuramente no.

Il modello di competitività sostenibile per stilare la sua classifica fa uso infatti di altri standard, molto più complessi e articolati. Questa è la definizione di “competitività sostenibile” fornita da SolAbility, società di consulenza indipendente nata nel 2005 da una joint-venture svizzero-coreana, così come riportata sul suo sito Web:

La competitività sostenibile è la capacità di un paese di soddisfare i bisogni e le esigenze di base delle attuali generazioni, e – nel contempo – di sostenere o favorire la crescita futura della ricchezza nazionale e individuale senza depauperare il suo capitale naturale, intellettuale e sociale.

Competitività Sostenibile - copertina

Immagine di copertina del “2016 Global Sustainable Competitiveness Index”

Il focus non è pertanto incentrato sulla ricchezza delle aziende o sul peso politico, ma sullo sforzo finalizzato a “nobilitare il tenore di vita di tutti i cittadini“.

Sulla base di queste considerazioni, il 2016 Global Sustainable Competitiveness Index ha finito per collocare i paesi del nord Europa in cima alla classifica mondiale.

» Indice Globale di Competitività Sostenibile – La metodologia

Per misurare le prestazioni, l’Indice Globale di Competitività Sostenibile fa uso di fonti di dati universalmente riconosciute (come la Banca Mondiale e diverse banche dati delle Nazioni Unite), oltre che di 109 indicatori quantitativi di performance.

Così come spiegato da SolAbility nella pagina 8 del rapporto,

I confronti tra i paesi, le classifiche e i rating convenzionali si basano su indicatori economici e/o finanziari. Tuttavia, gli indicatori economici e finanziari – nella migliore delle ipotesi – riflettono l’attuale successo economico; senza analizzare ciò che rende possibile detto successo. Essi non tengono conto degli sviluppi in atto, finanziari e non, che possono causare un futuro rafforzamento o declino.

Inoltre, le attività economiche hanno effetti collaterali negativi sull’ambiente e sulla società: inquinamento ed esaurimento delle risorse naturali, cambiamenti climatici, disuguaglianze e impatti sulla salute e sul tessuto socio-culturale di un paese. Il trascurare questi fattori può anche minare le condizioni alla base della produzione e del successo economico correnti misurati con i parametri convenzionali.

… L’Indice di Competitività Sostenibile si basa su un modello che integra gli indicatori economici e finanziari con i “pilastri” che rendono in primo luogo possibile il successo del business. Esso si basa esclusivamente su dati prestazionali confrontabili e misurabili raccolti da agenzie internazionali riconosciute, escludendo ogni interpretazione soggettiva.

Competitività Sostenibile

I pilastri della competitività sostenibile

» Indice Globale di Competitività Sostenibile – I pilastri

Il modello della competitività sostenibile è composto da 5 “elementi chiave” che interagiscono tra di loro, influenzandosi a vicenda:

  1. il Capitale Naturale: l’ambiente naturale, con la sua disponibilità di risorse e il suo clima, patrimonio solitamente impoverito e inquinato dalle attività dell’uomo;
  2. la Gestione delle Risorse: l’efficienza nell’utilizzo delle risorse disponibili, risorse naturali, umane e finanziarie (indipendentemente dal fatto che esse siano scarse o abbondanti);
  3. il Capitale Sociale: la coesione sociale (assicurata dalla salute dei cittadini, dall’eguaglianza, dalla sicurezza e dalla libertà) necessaria alla continuità delle attività economiche;
  4. il Capitale Intellettuale: la capacità di competere in un mercato globalizzato, in primis attraverso il sostegno all’innovazione; e
  5. la Governance: il quadro normativo di riferimento (determinato dalle politiche di governo e dagli investimenti) in cui opera l’economia nazionale, che dovrebbe favorire la generazione di ricchezza sostenibile.
Competitività Sostenibile piramide

La piramide della Competitività Sostenibile

» Indice Globale di Competitività Sostenibile – La graduatoria finale

Nella tabella finale del «The 2016 Global Index Rankings» ben 18 delle prime 20 nazioni sono europee, le uniche eccezioni sono rappresentate dalla Nuova Zelanda (al 12-esimo posto) e dal Giappone (15-esimo posto).

La Scandinavia guida la classifica mondiale, con la Svezia, la Norvegia e la Finlandia nei primi 3 posti; seguiti, subito dopo, dalla Danimarca e dall’Islanda.

Il resto della top 10 è occupata da piccoli paesi europei.

competitività sostenibile - classifica generale

Le prime 10 nazioni

Gli Stati Uniti figurano in posizione #32, avendo fatto registrare un punteggio “particolarmente basso in termini di efficienza delle risorse, ma anche di coesione sociale. Se queste questioni non verranno affrontate seriamente, la combinazione dei due fattori rischia di compromettere lo stato generale degli USA in futuro”. Uno dei punteggi americani peggiori è il 114 ottenuto per il Capitale Sociale, “appena al di sotto della Liberia e prima dell’Afghanistan”, a causa di “un alto tasso di criminalità e di una scarsa accessibilità ai servizi sanitari”.

La Cina ha ricevuto un punteggio elevato per quanto concerne il Capitale Intellettuale (7° posto), ma ha risorse naturali limitate e ha fatto molto poco in termini di “stabilità sociale e benessere”. Così si è classificata al 37-esimo posto.

Per quanto riguarda le altre principali economie del mondo: la Germania si classifica al 14° posto, il Regno Unito al 21°, il Canada al 22°, la Russia al 45° e l’India al 152°.

» Indice Globale di Competitività Sostenibile – L’Italia

Ma veniamo a noi. L’Italia occupa la 44-esima posizione, con uno score generale di 46,6 (la Svezia è prima con 60,9).

L’area/pilastro in cui il nostro Paese ha ottenuto la sua migliore valutazione è quella relativa al Capitale Intellettuale: posizione #39.

Per contro, l’aspetto in cui il bel paese ha ricevuto un valutazione molto bassa è quello relativo alla Gestione delle Risorse: posizione  #116.

Quindi ciò su cui in Italia dovrebbe lavorare duramente è l’ottimizzazione delle risorse naturali, umane e finanziarie. Più un nazione utilizza in maniera efficiente le proprie risorse e maggiore è la ricchezza che essa è in grado di generare.

Un’efficienza elevata si traduce anche in un impatto negativo contenuto nel caso in cui la fornitura delle risorse naturali (energia, acqua e materie prime) dovesse scarseggiare.

Incrementare l’efficienza comporta – inoltre – l’adozione di interventi per ridurre i costi di produzione unitari in tutti i settori, sia pubblico che privato.

Gli indicatori (in totale 17) che sono stati utilizzati per la determinazione dello score inerente all’utilizzo efficiente delle risorse, nel rispetto dell’ambiente, appartengono alle seguenti macro-aree:

  • Energia (5): consumo di energia pro capite e composizione del mix energetico;
  • Cambiamenti Climatici (4): emissioni di gas serra;
  • Acqua (4): produttività dell’acqua e tasso di utilizzo dell’acqua dolce;
  • Rifiuti (2): volumi di rifiuti ordinari e pericolosi pro capite;
  • Inquinamento (2): emissioni di particolato, SO2, etc.
Competitività Sostenibile - Venezia

Venezia

Riassumiamo in una tabella tutti i posizionamenti ottenuti dall’Italia (il numero totale di nazioni prese in considerazione è 180), sia per quanto riguarda l’indice globale di competitività sostenibile che tutti e 5 i suoi sotto-indici:

INDEXRANK
Global Sustainable Competitiveness Index44
… Natural Capital Sub-Index84
… Resource Intensity Sub-Index116
… Social Capital Sub-Index46
… Intellectual Capital Sub-Index39
… Governance Sub-Index71

» Indice Globale di Competitività Sostenibile – Risultati interessanti

Si evidenziano, per concludere, altri riscontri interessanti.

  • Uno dei risultati più sorprendenti riguarda il sotto-indice sulla Gestione delle Risorse, che – come già spiegato – misura la capacità di gestire le risorse disponibili (capitale naturale, umano e finanziario) in modo efficiente. I leader in questa categoria sono nazioni africane come il Congo (#1), il Mozambico (#2) e l’Etiopia (#3). Nazioni ricche di risorse come l’Australia (#108), il Canada (#143), la Russia (#152) e gli Stati Uniti (#161) hanno tutte fatto male.
  • “La top 10 nel sotto-indice del Capitale Sociale è dominato dai paesi dell’Europa settentrionale: i 5 Paesi nordici, più la Germania, la Slovenia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e il Belgio. È interessante notare come il Kuwait (#14), il Qatar (#16) e l’Oman (#17) si siano piazzati nei primi 20 grazie ai servizi sanitari a disposizione di tutti, al basso tasso di criminalità e ai buoni servizi pubblici”.
  • Il sotto-indice relativo alla Governance valuta quanto bene l’infrastruttura normativa di un paese consenta al capitale naturale, sociale e intellettuale di prosperare. Questo è un altro settore in cui domina l’Europa, con l’Estonia prima, anche se l’Indonesia si piazza seconda e la Cina sesta.
  • “La classifica sul Capitale Intellettuale, ovvero sull’innovazione, è dominata dalla Corea del Sud con un margine molto ampio”. Ad occupare le posizioni immediatamente successive sono, come al solito, le nazioni del nord Europa (Svezia 2°, Finlandia 5°, Danimarca 8°, Norvegia 9° e Islanda 17°), la Germania (6°) e le nazioni asiatiche nord-orientali (Giappone 4°, Cina 7° e Singapore 10°).
Competitività Sostenibile - Corea del Sud

Samsung Innovation Museum

[Articolo tratto da The ECOreport]

Redazione

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